Nove anni da Rigopiano, l’Abruzzo non dimentica: la sottosegretaria Rauti a Farindola. Cerimonie anche a Chieti e Montesilvano

18 Gennaio 2026
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marsilio e rauti a commemorazione Rigopiano

A Farindola la cerimonia per il nono anniversario della tragedia di Rigopiano, con la presenza del sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti e del presidente della Regione Marco Marsilio. Commemorazioni anche a Chieti e Montesilvano

FARINDOLA – Dopo nove anni dalla tragedia di Rigopiano, l’Abruzzo si è stretto nel ricordo delle 29 vittime della valanga che il 18 gennaio 2017 travolse l’hotel ai piedi del Gran Sasso. Le cerimonie di commemorazione si sono svolte oggi non solo nel luogo del disastro, ma anche a Chieti e Montesilvano, a testimonianza di una ferita ancora aperta nella memoria collettiva regionale.

Questo pomeriggio il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha preso parte a Farindola alla cerimonia in memoria delle vittime. Alla commemorazione, alla quale è intervenuta anche il sottosegretario del Governo Meloni, Isabella Rauti, hanno partecipato i familiari delle 29 persone morte, riuniti davanti al totem dell’hotel con le foto dei loro cari e la scritta “Mai più”.

La sfilata con le fiaccole fino all’obelisco, l’alzabandiera, la celebrazione della Santa Messa, la deposizione delle 29 rose bianche nel luogo in cui sorgeva il resort travolto dalla valanga e, alle 16.49, l’intonazione de Il Signore delle Cime a cura del Coro Pacini di Atri, seguita dal rilascio dei palloncini bianchi, sono stati i momenti di commemorazione riproposti anche quest’anno sul luogo del disastro.

«Tornare qui, a distanza di nove anni, significa confrontarsi con una comunità che conserva ancora intatto il proprio dolore – ha dichiarato il presidente Marsilio – anche perché questa vicenda continua a non avere una parola fine. Forse tra un mese ci sarà una sentenza e poi un probabile ritorno in Cassazione: è un calvario che non è ancora concluso e che non può che acuire amarezza e dolore per tutto ciò che è accaduto».

Il presidente della Regione ha anche voluto rimarcare che onorare le vittime, da parte dell’Ente, vuol dire anche fare «ciò che prima non era stato fatto: la pianificazione della carta valanghe, il rafforzamento del sistema di Protezione civile e la creazione dell’Agenzia regionale di Protezione civile». «Strumenti fondamentali – ha aggiunto – per avere un sistema più efficiente, capace di reagire alle emergenze con maggiore tempestività, autonomia e poteri di intervento, per essere più pronti ed efficaci nel garantire la sicurezza delle persone. Continueremo ad andare avanti con determinazione su questa strada».

«Rinnovare la memoria di Rigopiano significa non dimenticare chi ha perso la vita e sostenere chi ogni giorno porta con sé il peso della perdita – ha concluso Marsilio – affinché il ricordo delle vittime guidi azioni concrete per la sicurezza e la prevenzione nelle nostre montagne».

Nel corso della giornata è arrivato anche l’accorato appello del sindaco di Farindola, Luca Labbricciosa, che ha parlato di una ricostruzione ancora incompleta: «Molte parole, pochi fatti», ha detto con un esplicito riferimento alla chiusura di alcune attività e la partenza di famiglie residenti, dopo la tragedia. «C’è bisogno di un segnale alla comunità che attende risposte dalle istituzioni. Dobbiamo fare qualcosa in più, a quasi dieci anni da questo tragico episodio».

Alle parole del sindaco ha replicato il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, sottolineando che la ricostruzione passa da un impegno condiviso: «Si sta facendo e si può continuare a fare molto per ricostruire il tessuto sociale ed economico di questa comunità colpita da questa tragedia». Un lavoro che, ha spiegato, si sviluppa «su due livelli: quello istituzionale, fatto di rispetto delle regole, classificazione del rischio e capacità di risposta tempestiva; e quello sociale», indicando nel Giardino della Memoria inaugurato lo scorso maggio «un simbolo di inclusione sociale, di sguardo al futuro e di voglia di rinascita di una comunità che non è stata abbandonata a se stessa, ma che può diventare motore di rilancio per questo territorio».

Sul fronte giudiziario resta infine l’attesa per l’11 febbraio, data in cui è prevista la sentenza dell’appello bis sulla tragedia di Rigopiano, mentre il dolore dei familiari continua a intrecciarsi con la richiesta di verità, giustizia e risposte concrete.

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