L’Aquila inaugura l’anno da Capitale Italiana della Cultura 2026. Marsilio: «Un atto di fiducia verso una comunità che non si è mai arresa»

17 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Il presidente della Regione richiama la rinascita post‑sisma e il ruolo della cultura come motore di coesione, sviluppo e identità. «Che questo anno rappresenti una nuova stagione di fiducia e orgoglio nazionale»

L’AQUILA – Una città che rinasce, un territorio che si ricompone, una comunità che rivendica la propria storia e guarda avanti. L’inaugurazione di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 si apre con parole che segnano il senso profondo di una giornata definita dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, «di alto valore simbolico e civile». Un passaggio che non è solo celebrazione, ma riconoscimento di un percorso collettivo.

«L’inaugurazione di “L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026” non è soltanto un riconoscimento, ma un atto di fiducia verso una comunità che, con coraggio e coesione, ha saputo rinascere e farsi esempio per l’intero Paese», ha affermato Marsilio. «Questo titolo onora la memoria e insieme consacra il futuro».

Il presidente ha richiamato le immagini del 2009, quando il terremoto devastò la città: «Il mondo intero vide immagini di macerie, paura, smarrimento. Ma chi conosce davvero gli abruzzesi sapeva che dietro quelle macerie c’era una comunità che non si sarebbe arresa». Una ricostruzione che non ha riguardato solo edifici e monumenti, ma soprattutto «la fiducia: la fiducia nelle istituzioni, nella cultura, nel futuro».

Marsilio ha sottolineato come la nomina dell’Aquila a Capitale italiana della Cultura «abbia un valore che va oltre i confini regionali». È il riconoscimento della capacità dell’Italia «di rialzarsi, di custodire il proprio patrimonio e allo stesso tempo di innovarlo, di unire tradizione e contemporaneità, di fare della cultura un motore di coesione e di sviluppo». L’Aquila, ha aggiunto, «si propone come luogo di bellezza, di sapere e di dialogo, testimoniando come la cultura possa essere strumento di ricostruzione morale, prima ancora che materiale. Essa ci unisce, ci rende consapevoli della nostra identità e ci guida verso una crescita più giusta e condivisa».

Il presidente ha poi esteso il significato della celebrazione all’intero Abruzzo, con particolare attenzione ai territori più fragili: «Desidero estendere il significato di questa celebrazione a tutto il territorio abruzzese, e in particolare alle aree interne, che costituiscono l’anima più autentica della nostra Regione». Territori che «custodiscono la memoria delle origini e che oggi chiedono nuove opportunità: non assistenza, ma visione; non isolamento, ma integrazione». La cultura, ha detto, «può e deve essere la leva per rigenerare questi luoghi, per rafforzare la coesione e ridare valore al capitale umano che li abita».

Marsilio ha ribadito l’impegno della Regione affinché l’esperienza dell’Aquila diventi un modello: «Intendiamo far sì che l’esperienza di L’Aquila Capitale diventi un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità, sull’innovazione e sulla valorizzazione del nostro patrimonio materiale e immateriale». L’Abruzzo, ha spiegato, vuole essere «laboratorio di equilibrio tra modernità e tradizione, tra crescita economica e tutela del paesaggio, tra comunità locali e prospettiva globale».

Nel suo intervento ha rivolto un ringraziamento al Presidente della Repubblica, presente alla cerimonia, «segno di attenzione e di affetto verso questo territorio», e al Ministero della Cultura «per il sostegno determinante alla realizzazione di questo progetto». Un pensiero particolare è andato al sindaco dell’Aquila: «Un ringraziamento particolare all’amico sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che ha immaginato e lottato per questo risultato».

Infine, il tributo più sentito: «Ci tengo inoltre a ringraziare soprattutto i cittadini aquilani, che con la loro forza e dedizione hanno dato nuova vita a una città ferita ma mai vinta». E un auspicio che è insieme programma e promessa: «Che questo anno di Capitale della Cultura rappresenti per L’Aquila e per l’Abruzzo una nuova stagione di fiducia, di unità e di orgoglio nazionale. Che da questa città, simbolo di rinascita e di pace, si levi l’immagine più vera dell’Italia: un Paese che nella cultura riconosce la sua storia, la sua bellezza e la sua speranza».

Altro da

Non perdere