Carla Mannetti, consigliera di maggioranza in Consiglio regionale, esprime le sue perplessità sul trasporto pubblico locale a servizio del territorio. Smentisce una possibile spaccatura nel centrodestra
PESCARA – Il trasporto pubblico locale in Abruzzo, e in particolare la gestione della Tua, l’azienda di trasporto unico abruzzese, è recentemente finito sotto la lente della consigliera regionale della Lega Carla Mannetti, che chiede chiarezza su scelte potenzialmente dannose per le aree interne, i lavoratori e la funzione sociale del servizio di trasporto.
Mannetti ha sollecitato verifiche sulla legittimità delle procedure di sub-affidamento adottate da Tua, ricordando che la società, in quanto in house della Regione Abruzzo, può ricorrere a sub-affidamenti solo entro il limite massimo del 20%. «Prima di queste ultime gare – spiega ad Abruzzo Speciale – si era intorno all’8%. Oggi, invece, si parla di gare che complessivamente potrebbero riguardare circa 2 milioni di chilometri».
Secondo la consigliera, oltre agli aspetti tecnici, sarebbe mancata una valutazione politica complessiva. «Qui stiamo parlando di privatizzazione del servizio, soprattutto nelle cosiddette aree marginali. Ma bisogna capire con quali criteri un’area viene definita marginale, perché molte sono aree interne che svolgono comunque un ruolo fondamentale per il territorio».
Nel mirino anche la progressiva soppressione delle “residenze di lavoro”, ovvero quei punti logistici creati in passato per consentire agli autisti di partire direttamente dai territori più disagiati. «Scelte fatte anni fa – ricorda Mannetti – avevano portato alcuni lavoratori a trasferirsi proprio in funzione di queste residenze. Oggi, invece, si stanno eliminando, costringendo il personale a spostamenti di decine di chilometri dalla propria abitazione». Un esempio emblematico è quello di Castel del Monte, dove la presenza di una residenza di lavoro era funzionale anche alle difficili condizioni climatiche in caso di neve.
La consigliera spiega di essere intervenuta dopo le proteste di numerosi sindaci del territorio e le segnalazioni arrivate dall’interno della stessa Tua. «Da lì ho iniziato ad analizzare i documenti e ho sollevato anche il problema di bandi non allineati con la scadenza del contratto di servizio, una criticità che andava assolutamente rivista», afferma con riferimento alla scadenza del contratto che vincola società e Regione fino al 2027, quando Tua avrebbe invece pubblicato un bando per il sub-affidamento a parte dal 2 marzo 2026 della durata di due anni.
La Tua, riferisce Mannetti, sarebbe poi intervenuta con una nota a rettificare la data del bando portandola al 31 dicembre 2027: «Non basta cambiare una data – continua – perché modificando la durata cambiano anche importi e chilometri, su questo ho già fatto presente le mie osservazioni alla direzione».
Alla base della sua posizione c’è una visione chiara del ruolo del trasporto pubblico locale. «È un servizio pubblico essenziale, uno strumento di inclusione sociale. È stato affidato a una società in house proprio per garantire accessibilità a tutti. Se poi la società subaffida e privatizza, che senso ha? A quel punto tanto vale che la Regione privatizzi direttamente, risparmiando anche risorse».
La consigliera contesta un’impostazione che punta soprattutto al riequilibrio dei bilanci attraverso tagli e privatizzazioni e che in questo modo lascia indietro alcuni territori, mentre invece «le Regioni hanno la competenza sulla pianificazione e devono garantire anche le linee che non convengono economicamente, ma servono le aree più disagiate».
Sul piano istituzionale, Mannetti ha chiesto la convocazione di una seconda commissione consiliare dedicata al tema. In agenda, prima, ci sono incontri tra l’assessore regionale e i sindacati, lunedì 19 gennaio, oltre a una riunione sul territorio e a un confronto convocato dal Prefetto, fissato per il 20 gennaio. «Dopo questi passaggi – spiega – la questione arriverà in commissione. Io voglio andare a fondo».
Una presa di posizione che non è passata inosservata in Consiglio regionale, soprattutto agli occhi dell’opposizione che non ha esitato a prendere l’interessamento di Mannetti sulla materia come un segno di spaccatura nella maggioranza. «Sono partita da sola – ammette la consigliera, smentendo chi profetizza la maretta – perché ho sentito velocemente i sindaci sulla questione, ma sono in molti tra i miei colleghi a voler capire meglio come me. Voglio essere convinta che stiamo operando bene».