Il fuoco di Sant’Antonio rischia di spegnersi: tensione a Fara per le regole di sicurezza delle Farchie

16 Gennaio 2026
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La preparazione delle farchie a Fara Filiorum Petri. FOTO MaSMEDIA©

A poche ore dall’appuntamento che si ripete da 225 anni, le contrade valutano di non accendere le monumentali fascine dedicate a Sant’Antonio. Pasquale: “Una storia che unisce la comunità da oltre due secoli non può spegnersi così”

FARA FILIORUM PETRI – Per la prima volta dopo oltre duecento anni di storia, a Fara Filiorum Petri aleggia l’ipotesi che le Farchie di Sant’Antonio Abate possano non accendersi. Ieri sera, durante una riunione tra i rappresentanti delle 16 contrade e l’amministrazione comunale, è emersa la forte opposizione dei capo farchie alle nuove disposizioni di sicurezza che impongono di lasciare subito il piazzale dopo l’accensione delle monumentali fascine di canne.


Una regola che molti considerano inaccettabile. «Ci viene chiesto di accendere le farchie e poi abbandonare il piazzale, restando a distanza durante la combustione – spiega uno dei capo farchia della contrada Centro –. Dovremmo guardare da lontano il frutto del nostro lavoro, fatto di giorni di fatica e freddo. Ma così si snatura lo spirito della festa».

Per i contradaioli, infatti, la farchia non è solo un rito propiziatorio ma un momento collettivo e vissuto, simbolo di comunità: «Festeggiare il Santo significa stare insieme, condividere la luce e il calore del fuoco – aggiunge – Viverlo, non guardarlo da dieci metri di distanza».
La riunione con il sindaco si è chiusa senza una decisione definitiva. Resta però una frattura profonda tra chi teme per la sicurezza e chi difende la sacralità di una tradizione che da 225 anni accende il borgo alle pendici della Maiella.


A ricordare l’importanza storica e identitaria della festa è Franco Pasquale, componente del gruppo storico della farchia di Fara Centro e del comitato organizzatore: «Questa non è solo una celebrazione religiosa – sottolinea – ma un’eredità che unisce intere generazioni. Le farchie raccontano la forza di un popolo, la sua devozione e la sua appartenenza. Non possiamo permettere che una tradizione così radicata si spenga per sempre».

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