Droga e cellulari sequestrati nel carcere di Sulmona. Il sindacato: “Servono interventi più determinati”

14 Gennaio 2026
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Il carcere di Sulmona è una struttura di massima sicurezza, spesso al centro delle cronache per l’ingresso illegale di telefoni cellulari. Solo quest’anno sono stati sequestrati oltre quaranta dispositivi nascosti dai detenuti.

Sequestrati circa 300 grammi di droga tra cocaina e hashish e cinque smartphone nel carcere di massima sicurezza di Sulmona durante controlli straordinari sui pacchi postali e all’interno dell’istituto. L’operazione, coordinata dalla polizia penitenziaria, è stata resa nota dal Cnpp-Spp, che chiede ora all’amministrazione un rafforzamento di mezzi, tecnologie e organici

SULMONA – Un ingente quantitativo di droga e cinque telefoni cellulari sono stati scoperti all’interno del carcere di massima sicurezza di Sulmona nel corso di controlli straordinari effettuati nei giorni scorsi. Il sequestro è avvenuto durante le verifiche sui pacchi postali in ingresso all’istituto e nel corso di una perquisizione all’interno delle sezioni detentive.

Circa trecento grammi di sostanze stupefacenti, tra cocaina e hashish, sono stati recuperati dagli agenti di polizia penitenziaria, che hanno condotto l’operazione sotto il coordinamento dei commissari Francesco Arena e Francesca Aprile, primi collaboratori del dirigente del reparto e comandante Livio Recchiuti.

Il ritrovamento è stato reso noto dal Cnpp-Spp, che ha evidenziato l’efficacia delle attività di controllo già messe in campo. «Si tratta di operazioni ben riuscite che si aggiungono ad altre effettuate in passato», ha dichiarato il segretario nazionale Mauro Nardella, sottolineando però la necessità di un maggiore supporto da parte dell’amministrazione.

«Ci auguriamo – ha aggiunto – che il loro contributo venga supportato da un intervento più determinato dell’amministrazione, attraverso l’impiego di tecnologie moderne come i jammer, l’utilizzo di unità cinofile e il potenziamento degli organici», per rafforzare il contrasto all’introduzione di droga e telefoni all’interno degli istituti penitenziari.

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