La marineria pescarese denuncia gravi criticità tecniche e gestionali al mercato ittico all’ingrosso e, attraverso l’associazione “Mimmo Grosso”, chiede al Comune chiarezza, trasparenza e soluzioni immediate per garantire legalità, continuità delle aste e tutela dei lavoratori
PESCARA – La crisi del mercato ittico all’ingrosso di Pescara entra in una fase sempre più delicata. A denunciarlo è l’associazione di pesca professionale “Mimmo Grosso”, che chiede «chiarezza e risposte formali» all’Amministrazione comunale, segnalando gravi criticità tecniche e gestionali che continuano a compromettere il regolare svolgimento delle aste.
Secondo quanto riportato dall’associazione, nonostante le numerose sollecitazioni inviate il 9 maggio 2024, il 17 novembre 2024, il 12 dicembre 2025 e, da ultimo, il 3 gennaio 2026, dal Comune non sarebbero arrivate risposte concrete. L’ultimo incontro, avvenuto il 5 gennaio scorso in riscontro alla PEC del 3 gennaio, avrebbe evidenziato – sempre secondo la marineria – una scarsa conoscenza, da parte dell’Amministrazione, sia delle dinamiche operative dell’asta all’ingrosso sia della reale gravità dell’obsolescenza del sistema informatico.
I problemi tecnici continuano a manifestarsi, rendendo impossibile assicurare la regolarità delle operazioni. Tra gli episodi più gravi ricordano il blackout totale che ha colpito l’asta del 16 dicembre scorso.
L’8 gennaio, inoltre, si è svolto anche un sopralluogo nel nuovo mercato ittico, finalizzato a valutare un trasferimento rapido nella nuova struttura come soluzione immediata ai problemi attuali. Gli armatori, rappresentati dall’associazione “Mimmo Grosso”, dichiarano di non essere contrari allo spostamento, ma chiedono che la nuova sede garantisca il pieno rispetto delle leggi e delle normative specialistiche di settore, anche in assenza degli interventi di adeguamento inizialmente previsti.
Tra le principali richieste della marineria, trasparenza finanziaria e tecnica, con la necessità di conoscere l’impegno di spesa e le determine dirigenziali relative ai nuovi siti di stoccaggio del pescato e dei rifiuti, precisando che «senza coperture certe ogni cronoprogramma è nullo». Viene inoltre richiesto il rispetto della legalità, con il ripristino immediato di aste regolari e l’eliminazione dei blackout e dei bug del sistema che, secondo quanto segnalato, possono arrivare a duplicare le vendite o a falsificare le specie ittiche per aggirare i blocchi informatici.
L’associazione chiede anche che, qualora non sia possibile garantire l’asta informatica, il Comune si assuma la responsabilità di attivare autorizzazioni formali in deroga, coinvolgendo Guardia Costiera e AUSL per la gestione delle procedure d’emergenza. Infine, viene sollecitata l’istituzione di un tavolo permanente di confronto, per evitare che i fondi del PNRR destinati alla rigenerazione del mercato ittico si traducano in un danno economico per lavoratori e imprese del settore.