La Roccella interviene sul caso dei “bambini del bosco”. Il sindaco di Palmoli precisa: “Nessuna richiesta ufficiale per l’iscrizione a scuola o per l’ampliamento del casolare”
PALMOLI – “La prima cosa da capire è se quei bambini vivevano in un clima rassicurante di affettività. Noi spesso diciamo: basta l’amore. Poi, quando l’amore c’è, quando c’è un clima sereno, una coppia unita, allora si tolgono i bambini. Se si tolgono i bambini a una famiglia che li ama, ci devono essere veramente motivi estremi di sicurezza per la vita, di abusi”.
Con queste parole la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella è intervenuta sul caso dei cosiddetti “bambini del bosco”, i tre minori allontanati dal casolare di Palmoli dove vivevano con i genitori.
Roccella ha sottolineato la necessità di distinguere tra situazioni di vero pericolo e difficoltà educative o sociali: “Se c’è un problema di socializzazione o di scolarizzazione insufficiente – ha aggiunto – bisogna sostenere la famiglia. Oggi dovremmo fare una politica di empowerment familiare, per dare alle famiglie più strumenti ed aiutarle”.
Intanto, dal Comune di Palmoli arriva una precisazione. “Ad oggi nessuna richiesta è stata fatta al Comune”, ha fatto sapere il sindaco Giuseppe Masciulli, riferendosi alla possibilità di iscrivere i bambini in una scuola del territorio o di inviare un’insegnante nella casa famiglia di Vasto, dove i minori si trovano dopo l’ordinanza del Tribunale dei Minori che ha sospeso la responsabilità genitoriale e disposto l’allontanamento.
Anche sul fronte urbanistico, nessun passo avanti. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, non risulta depositata alcuna domanda per l’ampliamento del casolare situato nel bosco di Palmoli e di proprietà del padre, Nathan Trevallion. L’uomo vive da oltre un mese in una villetta messa a disposizione gratuitamente da un imprenditore locale, Armando Carusi.