Fondi Restart, Biondi respinge il j’accuse del Pd: “Bando per ampliare la partecipazione culturale”

10 Gennaio 2026
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fondi Restart

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi replica alle critiche del Partito Democratico sui fondi Restart, chiarendo finalità e differenze tra i filoni del bando e ribadendo l’obiettivo di rafforzare la partecipazione culturale in vista di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026

L’AQUILA – Si accende il confronto politico sui fondi Restart destinati ai progetti culturali in vista di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Dopo la presa di posizione del Partito Democratico dell’Aquila, che ha denunciato una presunta disparità di trattamento tra i diversi filoni del bando, arriva la replica del sindaco Pierluigi Biondi.

Le perplessità espresse dal Pd ricadono sull’impianto complessivo del bando Restart: le condizioni previste dal Filone B2, rivolto alle piccole associazioni e alle organizzazioni non profit, rischierebbero di penalizzare le realtà più fragili del territorio.

In particolare, i dem contestano il cofinanziamento richiesto al 50 per cento e il tetto massimo di contributo fissato a 15mila euro, a fronte di obblighi di rendicontazione ritenuti analoghi a quelli previsti per i soggetti più strutturati.

Accusa respinta da Biondi: secondo il primo cittadino, i due filoni del bando rispondono a logiche e destinatari differenti e non sono sovrapponibili. Il Filone A, destinato ai soggetti riconosciuti dal Ministero della Cultura e finanziati attraverso il Fondo unico per lo spettacolo, mantiene infatti le stesse modalità di cofinanziamento e rendicontazione già applicate negli anni precedenti. L’aumento delle risorse fino a 900mila euro, chiarisce Biondi, è legato sia alla crescita del numero di questi soggetti sia alla volontà dell’Amministrazione di qualificare ulteriormente le attività culturali in vista del 2026.

Diversa, secondo il sindaco, la finalità del Filone B2, che nasce da una scelta politica mirata ad ampliare la platea dei soggetti coinvolti nella programmazione culturale di L’Aquila 2026. L’obiettivo, spiega, è quello di mettere a disposizione risorse aggiuntive per progetti specifici, consentendo anche ad associazioni che non avevano partecipato alle precedenti manifestazioni di interesse di entrare nel percorso.

Le modalità di rendicontazione, aggiunge, sono quelle ordinarie previste per i fondi Restart, mentre il cofinanziamento al 50 per cento ricalca criteri già applicati dal Comune dell’Aquila per il sostegno alle iniziative culturali, sulla base di regolamenti approvati negli anni passati.

Il sindaco contesta, infine, l’idea che il bando possa escludere le realtà più piccole, sostenendo che l’impostazione complessiva sia orientata ad allargare le opportunità e non a restringerle.

L’Amministrazione, conclude Biondi, sta lavorando alla costruzione di L’Aquila 2026 con metodo e responsabilità, puntando su un coinvolgimento concreto del territorio e respingendo letture che, a suo avviso, si fermano alla polemica politica.

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