Edilizia scolastica, il Marconi di Penne dopo nove anni ancora nei moduli provvisori

9 Gennaio 2026
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consiglieri pd su scuola a penne

Marconi di Penne ancora nei moduli provvisori a nove anni dall’inagibilità della sede storica. Mancano fondi e autorizzazioni per avviare i lavori, mentre le istituzioni locali chiedono alla Regione di intervenire per sbloccare la situazione e contrastare lo spopolamento

PENNE – Nove anni dopo l’abbandono della sede storica, l’ITCG “Guglielmo Marconi” di Penne è ancora ospitato nei moduli scolastici temporanei (MUST) di Fonte Nuova. Era il 2017 quando, a causa di neve e terremoto, parte del soffitto di palazzo De Sterlich crollò rendendo l’edificio inagibile. Quella che doveva essere una sistemazione provvisoria si è trasformata in una lunga attesa, senza una soluzione definitiva all’orizzonte.

A denunciare lo stallo sono il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, il consigliere provinciale Piero Giampietro e la segretaria del Pd di Penne Margherita D’Agostino. Secondo quanto riferito, i problemi sugli impianti sarebbero stati risolti e il parere della struttura di missione per il terremoto sarebbe arrivato già nell’agosto 2025. Manca però ancora il via libera della Cabina di regia nazionale, necessario per autorizzare l’aumento dei costi dei lavori da 3,1 a oltre 6 milioni di euro.

Per sbloccare la situazione sarà presentata una risoluzione in Consiglio regionale che sollecita l’intervento diretto del presidente Marsilio. Se l’autorizzazione arrivasse nei prossimi mesi, la Provincia potrebbe avviare i lavori con l’obiettivo di rientrare nella sede storica entro i primi mesi del 2028.

Nel frattempo emergono criticità anche sugli spazi provvisori: i 500 mila euro annunciati per la manutenzione dei MUST non risultano stanziati in bilancio. Per questo è stato chiesto un sopralluogo per verificare le condizioni dei moduli e individuare 4-5 aule aggiuntive, anche presso il Liceo artistico di via Caselli.

La vicenda del Marconi diventa così il simbolo delle difficoltà delle aree interne: mentre si parla di contrasto allo spopolamento, denunciano i promotori dell’iniziativa, mancano interventi concreti su scuola e servizi, elementi fondamentali per il futuro di Penne e dell’area vestina.

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