Nuova ordinanza di proroga per lo sgombero del civico 29 sotto Ponte Belvedere. Il consigliere comunale Romano interviene sui tempi dell’opera, ricostruendo le scadenze e sollevando dubbi su ritardi e copertura dei costi
L’AQUILA – Prosegue il percorso amministrativo legato ai lavori del Ponte Belvedere, accompagnato da una nuova ordinanza di proroga per lo sgombero del civico 29 di via Fontesecco, l’edificio situato sotto la struttura. L’ultimo provvedimento fissa la scadenza al 16 aprile 2026 e riguarda gli inquilini che, dal 2021, vengono temporaneamente ricollocati tra Progetto Case e strutture alberghiere a causa del cantiere.
Sulla vicenda interviene il consigliere comunale Romano, che in una nota ricostruisce l’andamento dei lavori e delle ordinanze, parlando di un’infrastruttura annunciata più volte come prossima al completamento. Secondo il consigliere, la data indicata nell’ultima proroga non coinciderà con l’apertura del ponte al traffico, ma potrebbe rappresentare, al più, la conclusione del montaggio dell’impalcato.
Romano sottolinea come l’avanzamento dell’opera venga di fatto ricostruito attraverso le ordinanze di sgombero, elencando le più recenti: dalla n. 5, in vigore dal 20 marzo al 30 giugno 2025, alla n. 8 dal 1° luglio al 13 agosto, alla n. 10 fino al 30 settembre, alla n. 11 fino al 31 dicembre 2025, fino alla n. 12 che estende il termine al 16 aprile 2026.
Una successione che, a suo giudizio, evidenzia un ritardo significativo rispetto alle tempistiche inizialmente previste.
Nel suo intervento il consigliere richiama anche i termini originari del cantiere, che prevedevano 270 giorni di lavori a base d’asta, ridotti a 200 con il ribasso di gara e successivamente riportati a 270 con il progetto esecutivo in variante redatto dall’impresa. Tempi che, osserva Romano, risultano ormai ampiamente superati, senza che sia stata fornita una comunicazione dettagliata sull’effettivo stato dell’opera.
Un ulteriore aspetto segnalato riguarda la gestione dei costi legati alla sistemazione temporanea degli inquilini del civico 29. Secondo Romano, tali spese non sarebbero più imputate al quadro economico del progetto, ma ricadrebbero sul bilancio comunale, con un aggravio per la collettività. Su questo punto il consigliere chiede maggiore chiarezza, ritenendo necessario un approfondimento sulle procedure adottate.