Nel dibattito sull’ipotesi di un dormitorio nella chiesa di San Bernardino a L’Aquila, mentre ‘L’Aquila Protagonista’ ribadisce che non esistono autorizzazioni e chiede politiche sociali strutturate, l’assessore De Santis respinge le strumentalizzazioni richiamando i limiti delle competenze comunali. Intanto, la consigliera Dem Stefania Pezzopane sollecita atti amministrativi concreti e la convocazione urgente della Terza Commissione consiliare. I 24 migranti saranno comunque ospitati in altri locali
L’AQUILA – Il dibattito cittadino sull’ipotesi di realizzare un dormitorio nella chiesa di San Bernardino, in Piazza d’Armi, continua a suscitare prese di posizione nette. I consiglieri comunali del gruppo L’Aquila Protagonista chiariscono fin da subito che non esiste alcuna autorizzazione comunale per trasformare la struttura in un dormitorio. Allo stesso tempo, invitano a evitare letture semplificate e slogan che rischiano solo di alimentare divisioni e tensioni sociali.
Secondo i consiglieri, il disagio sociale non può essere affrontato con annunci estemporanei o contrapposizioni ideologiche, ma necessita di politiche pubbliche serie, continuative e misurabili, capaci di dare risposte concrete nel tempo.
Viene rivendicato il lavoro dell’amministrazione comunale e dell’assessorato alle Politiche Sociali, guidato da Manuela Tursini, che attraverso una rete di interventi strutturati garantisce quotidianamente attenzione alle fragilità presenti sul territorio.
Tra le azioni più significative viene citato il progetto “Homeless ed Invisibili”, nato con l’attuale assessorato, che punta a restituire dignità abitativa e lavorativa alle persone senza fissa dimora, con una presa in carico complessiva e rispettosa sia delle persone sia della sicurezza della comunità. Centrale anche il ruolo del SAI – Servizio Accoglienza e Integrazione, potenziato negli ultimi anni e considerato un modello d’eccellenza per l’integrazione socio-economica, grazie a interventi che spaziano dal supporto psicologico e legale fino all’inserimento lavorativo.
I rappresentanti di L’Aquila Protagonista ricordano come il capoluogo abbia dimostrato nel tempo una forte capacità di inclusione, dall’accoglienza dei cittadini afghani a quella delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina. Un percorso che richiede equilibrio tra solidarietà, legalità e rispetto delle istituzioni.
Su temi come l’immigrazione degli adulti, che non rientrano nelle competenze comunali, viene ribadita la disponibilità alla massima collaborazione istituzionale, ma sempre all’interno di percorsi legittimi e condivisi. L’ipotesi di un dormitorio “improvvisato” resta dunque fuori da ogni programmazione dell’amministrazione guidata dal sindaco Pierluigi Biondi.
Sulla vicenda interviene anche l’assessore De Santis, che parla di strumentalizzazione della sofferenza. De Santis ribadisce che l’ex chiesa di Piazza d’Armi, destinata alla demolizione, non ha alcun titolo per diventare un dormitorio e che la gestione dell’immigrazione non è competenza del Comune.
L’assessore sottolinea inoltre le difficoltà già affrontate dall’ente nella gestione delle strutture per i minori stranieri non accompagnati e chiama in causa il Partito Democratico, invitandolo alla coerenza: se sostiene l’accoglienza, apra le porte della propria sede di partito in centro storico per ospitare i richiedenti asilo, conclude.
“Basta comunicati e propaganda – dichiara la consigliera comunale Dem, Stefania Pezzopane. – Servono atti amministrativi concreti. Per questo ho chiesto al Presidente Frullo di convocare immediatamente la riunione della Terza Commissione consiliare, alla presenza degli assessori competenti, affinché si affronti e si risolva il problema nelle sedi istituzionali deputate, invece di continuare a inondare le redazioni di comunicati stampa, peraltro spesso contraddittori tra loro.
Ad oggi, l’unico atto prodotto dall’amministrazione è un ordine di demolizione per la chiesa di San Bernardino, una struttura realizzata nel post-terremoto proprio per accogliere i più fragili. Un fatto grave e simbolicamente devastante per una città che si definisce Capitale italiana della Cultura.”
E intanto, i 24 giovani richiedenti asilo che da settimane dormono all’addiaccio a L’Aquila potranno contare su un’accoglienza notturna al riparo. L’assistenza sarà infatti garantita in locali non soggetti a ordinanza di demolizione, come ha spiegato Pierino Giorgi, presidente della Fraterna Tau Onlus, a margine di un sopralluogo effettuato nella mattinata dalla Polizia municipale nell’area della chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi.