Asta elettronica in tilt al mercato ittico di Pescara: armatori esasperati

7 Gennaio 2026
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Asta elettronica in affanno al mercato ittico di Pescara

Asta elettronica tra guasti e stop al mercato ittico di Pescara. La nuova sala alla banchina sud è pronta, ma il trasferimento slitta a giugno e cresce la protesta degli armatori. Sulla situazione è intervenuto anche il gruppo consiliare del Pd contestando un atteggiamento approssimativo da parte dell’amministrazione comunale

PESCARA – Disservizi, blocchi tecnici e soluzioni che tardano ad arrivare. Al mercato ittico di Pescara l’asta elettronica del pesce continua a dare problemi che stanno esasperando gli armatori, costretti a fare i conti con un sistema ormai obsoleto e in dotazione dal lontano 2005.

Non è la prima volta che l’attività subisce intoppi. Lo scorso 16 dicembre, ad esempio, l’asta elettronica non è neppure partita. In altri casi, come quello di stamattina, si sono verificati malfunzionamenti parziali: a bloccarsi è stata la stampante che produce il foglio riepilogativo con peso del pescato, nome della barca, lotti e aggiudicatario della partita. Fortunatamente il problema è rientrato in pochi minuti e le operazioni sono potute riprendere, ma l’episodio ha riacceso il malumore.

Quando invece l’asta elettronica non entra in funzione, l’unica alternativa è l’asta a voce, una procedura straordinaria che però deve essere obbligatoriamente autorizzata dalla Guardia Costiera. Un’ipotesi concessa con molta cautela e solo in via eccezionale, perché comporta ulteriori adempimenti: al termine è infatti richiesta al direttore del mercato una sintesi dettagliata dell’asta, necessaria a garantire il rispetto delle norme sulla tracciabilità del prodotto ittico.

Una soluzione strutturale, in realtà, esiste già. Il Comune di Pescara, che gestisce il mercato ittico, ha predisposto un nuovo stabile situato nella banchina sud, l’ex stazione marittima, destinato a ospitare una nuova sala d’asta e dotato di un nuovo sistema di asta elettronica, realizzato con fondi FEAMP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca). Si tratta dello stesso modello già in uso al porto di Giulianova e che sarà installato anche nello scalo di Ortona.

Il problema, però, sono i tempi. Il trasferimento nella nuova sede non potrà avvenire prima di giugno, perché al momento mancherebbero alcune autorizzazioni dell’Autorità di Bacino e del Genio Civile, oltre a parte delle attrezzature necessarie per la logistica. Un ritardo che gli operatori del settore giudicano inaccettabile.

Gli armatori pescaresi non nascondono la loro rabbia e parlano apertamente di una situazione «vergognosa», soprattutto considerando il peso economico e produttivo del porto di Pescara, che conta il maggior numero di imbarcazioni di tutta la costa abruzzese. La prossima asta avverrà 13 gennaio e se sorgeranno dei problemi gravi che impediranno la vendita del pesce, gli armatori promettono già di avviare una contestazione verso l’amministrazione comunale.

In tutto ciò non ha tardato ad arrivare anche una nota firmata dai consiglieri comunali del Partito Democratico, che chiedono a sindaco e assessore al Commercio di riferire in Consiglio comunale e in Commissione Controllo e garanzia su quella che definiscono la “più grave crisi di funzionamento degli ultimi vent’anni”. I consiglieri contestano l’atteggiamento dell’amministrazione, ritenuto approssimativo e inaccettabile per un settore centrale dell’economia e dell’identità di Pescara, esprimendo vicinanza alla marineria e alle famiglie che vivono di pesca.

Secondo il Pd, il disinteresse politico delle amministrazioni di centrodestra succedutesi negli anni ha portato al progressivo degrado dell’infrastruttura: il software risale alla giunta D’Alfonso e gli ultimi interventi strutturali a quella Alessandrini. La situazione sarebbe ulteriormente aggravata dai ritardi del cantiere del Waterfront e dallo stallo del trasferimento del mercato nella nuova sede, nonostante fondi pubblici già investiti, che ha di fatto bloccato nuovi interventi sul mercato attuale. Per questo il Pd chiede risposte certe e servizi adeguati, annunciando iniziative formali in Commissione e in Consiglio comunale.

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