Un post dai contenuti sessisti e offensivi contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pubblicato su una pagina social cittadina, ha provocato l’immediata reazione del centrodestra. La denuncia di assessore e consigliere comunali: “Quando la violenza verbale colpisce le donne, non possono esistere silenzi selettivi”
L’AQUILA – Un post dai contenuti sessisti e denigratori rivolti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il testo, pubblicato sulla pagina social di ‘Globuli Rossi’, utilizza un linguaggio che fa riferimento al corpo e alla sessualità della premier, con espressioni umilianti e degradanti che travalicano il piano della critica politica.
Parole che hanno immediatamente suscitato reazioni trasversali, a partire da un gruppo di assessore e consigliere comunali, regionali e provinciali, che hanno preso posizione denunciando il carattere misogino del messaggio e il clima di odio che alimenta. Nel documento sottoscritto da esponenti di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, L’Aquila Protagonista e Udc, viene sottolineato come l’insulto sessista non possa mai essere considerato una forma di dissenso legittimo.
Secondo le firmatarie, l’elemento più grave non è soltanto il contenuto del post, ma anche il silenzio di chi, in altri contesti, si proclama difensore dei diritti delle donne. Un silenzio definito “selettivo”, che diventa corresponsabilità morale quando l’offesa colpisce una donna giudicata politicamente scomoda. “La dignità femminile non può essere difesa a giorni alterni – si legge nella nota – né può dipendere dall’appartenenza politica di chi viene colpita.”
Le assessore e le consigliere ribadiscono che il corpo, l’aspetto fisico e la sessualità non possono mai diventare strumenti di delegittimazione politica, e che la lotta contro la violenza verbale deve essere coerente e trasversale per non perdere credibilità. Viene inoltre richiamato l’intervento del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che ha denunciato pubblicamente l’accaduto invitando a un uso responsabile del linguaggio nel dibattito pubblico.
Sulla vicenda sono intervenuti anche i parlamentari abruzzesi di Fratelli d’Italia Etelwardo Sigismondi, Guido Liris e Guerino Testa, che hanno espresso ferma condanna per quello che definiscono un attacco “volgare, misogino e incompatibile con la dialettica democratica.”
Per gli esponenti di FdI, non si tratta di critica politica ma di una deriva che punta alla delegittimazione personale attraverso l’odio e il sessismo.