Con la Legge di Bilancio 2026 si sblocca la ricostruzione di tre chiese danneggiate dal sisma del 2009 a L’Aquila. Superato il vincolo normativo che ne impediva il restauro, riparte il percorso per restituire alle comunità luoghi centrali di culto e aggregazione
L’AQUILA – Si sblocca l’iter per la ricostruzione di tre chiese danneggiate dal sisma del 2009 nel territorio di L’Aquila. Si tratta della chiesa di Santa Maria Mediatrice a Valle Pretara, della Madonna del Carmine a Genzano di Sassa e della chiesa di Santa Maria e San Biagio a Tempera. Il via libera arriva grazie a una modifica normativa inserita nel comma 621 della Legge di Bilancio 2026, che supera il precedente impedimento alla ricostruzione degli edifici di culto non sottoposti a vincolo storico-artistico.
L’intervento del Governo, sollecitato dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, consente ora di riattivare il percorso della ricostruzione pubblica, restituendo una prospettiva concreta a luoghi che rappresentano punti di riferimento fondamentali per la vita religiosa, sociale e identitaria dei quartieri e delle frazioni interessate.
Secondo il primo cittadino, si tratta di un passaggio atteso da anni dalle comunità locali, che permette di rimuovere un ostacolo formale rimasto finora irrisolto. Biondi ha comunicato personalmente la notizia all’arcivescovo dell’Aquila e ai parroci delle chiese coinvolte, confermando la vicinanza dell’amministrazione comunale ai fedeli e ai territori interessati.
Il sindaco ha inoltre espresso un ringraziamento al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, al ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci e alla Struttura di missione che negli anni ha curato l’istruttoria tecnica degli interventi, sottolineando come il lavoro congiunto abbia consentito di superare rigidità normative che bloccavano la ricostruzione.
Lo sblocco di questi interventi si inserisce in un quadro più ampio di recupero del patrimonio ecclesiastico del territorio aquilano, che comprende anche l’avvio dei lavori nella chiesa di San Nicola di Bari a Monticchio e la recente restituzione al culto del Santuario di Santa Maria della Croce a Roio.
Ora l’attenzione si sposta sulle fasi operative: l’obiettivo dell’amministrazione è seguire con puntualità l’avanzamento delle attività di competenza del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per Lazio, Abruzzo e Sardegna, affinché i cantieri possano essere avviati in tempi rapidi e portati a conclusione dopo un’attesa durata oltre quindici anni.