L’Aquila, è scontro sui migranti. La Fraterna Tau chiede riparo notturno nella chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi, ma la struttura è abusiva

6 Gennaio 2026
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migranti L’Aquila

Si accende il confronto sull’ospitalità notturna ai migranti nella chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi, a L’Aquila. Se la Fraterna Tau, con il presidente Pierino Giorgi, rivendica una scelta umanitaria ispirata al Vangelo, il Comune, attraverso l’assessore Francesco De Santis richiama il rispetto delle regole urbanistiche e diffida dall’uso di una struttura considerata abusiva

L’AQUILA – Due visioni radicalmente diverse sul tema dei diritti, delle responsabilità e dei limiti dell’azione solidale; la gestione dei migranti, divide, a L’Aquila come altrove.

Ad accendere la miccia, questa volta, l’annuncio della Fraterna Tau di voler offrire un riparo notturno a una trentina di migranti senza fissa dimora all’interno della chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi, per consentire loro di non dormire all’aperto durante le ore più fredde.

Un gesto coerente con il messaggio evangelico e con l’eredità spirituale di San Francesco d’Assisi e di Pietro Celestino, dichiara Pierino Giorgi, presidente della Fraterna Tau, l’associazione che gestisce la Mensa Celestiniana, rivendicando una scelta dettata dall’urgenza umanitaria e dal quotidiano incontro con i fruitori della mensa, “persone infreddolite e bagnate”, la cui sofferenza, ribadisce, non può essere ignorata.

Da qui, l’idea di accogliere, dalle 20 alle 10 del mattino, 24 migranti nella chiesa di San Bernadino in Piazza d’Armi, dopo la cena presso la mensa dei poveri. Le due strutture, peraltro, sono adiacenti.

Ma l’assessore all’urbanistica Francesco De Santis parla apertamente di una “provocazione” e ribadisce la linea dell’amministrazione, già annunciata dal sindaco Pierluigi Biondi, improntata al principio dell’accoglienza zero per i clandestini.

Secondo De Santis, l’iniziativa non è solo politicamente inaccettabile, ma anche giuridicamente illegittima: sulla struttura di San Bernardino pende infatti un’ordinanza di demolizione, che il Comune intende perfezionare alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato che, a suo dire, conferma le ragioni dell’Ente.

Il nodo centrale del conflitto non è soltanto l’accoglienza dei migranti, ma il rapporto tra solidarietà e legalità. Per il Comune, l’utilizzo di una struttura ritenuta abusiva come dormitorio non può essere autorizzato in alcun modo, indipendentemente dalle finalità dichiarate. Da qui la diffida formale nei confronti di Giorgi e la comunicazione in Prefettura dei dubbi sulla proposta della Fraterna Tau.

Da mesi, Giorgi si sgola sulla necessità di mettere a disposizione dei migranti, un dormitorio. La risposta dell’amministrazione, tuttavia, è sempre stata granitica: nessun dormitorio, L’Aquila non ha le strutture per accogliere i migranti, ha ripetutamente ribadito il sindaco.

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