La Cultura in Abruzzo vale 1,3 miliardi e dà lavoro a 22.800 persone, Chieti e Pescara in testa per valore aggiunto e occupazione

2 Gennaio 2026
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Veduta della platea e dei palchi del Teatro Marrucino, uno dei principali luoghi della produzione culturale abruzzese. Un’immagine simbolo del sistema culturale regionale, al centro dei dati del Rapporto Io sono cultura 2025 di Symbola

I dati del Rapporto “Io sono cultura 2025” di Fondazione Symbola fotografano il peso del comparto culturale e creativo sull’economia regionale: Chieti registra i valori più elevati con 414 milioni di euro di valore aggiunto e 7.061 addetti, seguita da Pescara (389 milioni e 6.826), Teramo (262 milioni e 4.654) e L’Aquila (250 milioni e 4.316)

L’AQUILA – Il sistema produttivo culturale e creativo abruzzese ha generato 1,3 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2024, in crescita dell’1,8% rispetto al 2023, dando lavoro a oltre 22.800 addetti. È quanto emerge dal Rapporto “Io sono cultura 2025” di Fondazione Symbola, che fotografa un comparto con un’incidenza del 3,6% sull’economia regionale e del 4% sull’occupazione complessiva.

Il Rapporto, alla 15/a edizione, è realizzato oltre che da Symbola, da Unioncamere e Centro Studi Camere di Commercio ‘Guglielmo Tagliacarne’, in collaborazione con Deloitte, Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo e Fornasetti, con il patrocinio del ministero della Cultura.

Nel confronto tra i dati a livello provinciale, i valori più elevati si registrano a Chieti, sia per valore aggiunto (414 milioni di euro) sia per numero di occupati (7.061). Il rapporto evidenzia inoltre, per la stessa provincia, la più alta presenza di professionisti della cultura impiegati nei settori manifatturieri e dei servizi, vale a dire occupati in contesti aziendali altri, ad esempio un designer in un’azienda di moda o un comunicatore in un’azienda meccanica.

Segue Pescara, con 389 milioni di euro di valore aggiunto e 6.826 addetti, confermandosi un polo di rilievo nei servizi culturali, nella comunicazione e nelle industrie creative a maggiore contenuto innovativo.

I domini che incidono di più sulla ricchezza regionale sono: Editoria e stampa 24,4%; Architettura e design 24,3%; Software e videogiochi 14,3% e Performing arts e arti visive 10,9%. Quest’ultima categoria registra +14,3% di valore aggiunto e +13,8% di occupati; il settore Comunicazione +10,1% di valore aggiunto e +12,7% occupati; Performing arts e arti visive +10,9% valore aggiunto e +12,2% di occupazione; il Patrimonio storico-artistico +5,8% di valore aggiunto e +6,7% di occupazione; audiovisivo e musica una crescita più contenuta (+10,1% valore aggiunto; +4,8% occupazione).
Quanto alle criticità, il comparto Architettura e design evidenzia una contrazione (-24,3% valore aggiunto; -22,4% occupazione), legata alla fine degli incentivi fiscali edilizi (Superbonus e affini) e al conseguente rallentamento degli investimenti.

Per Symbola, la lettura dei dati evidenzia una peculiarità ben definita del sistema regionale.

«In Abruzzo la cultura deve diventare un’infrastruttura di sviluppo: non un capitolo a parte, ma una leva trasversale per alzare la qualità della vita, rendere più competitive le filiere produttive e più attrattivi i territori – commentano per Fondazione Symbola il direttore Domenico Sturabotti e l’amministratore Roberto Di Vincenzo –. Significa investire in competenze, luoghi, progettualità e reti che tengano insieme identità e innovazione, coesione e sostenibilità. Mettere la cultura al centro vuol dire rafforzare resilienza, trattenere talenti, generare nuove opportunità. È una scelta strategica per costruire futuro in Abruzzo».

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