Un casolare ristrutturato a Palmoli: la famiglia nel bosco dice sì

29 Novembre 2025
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La coppia che vive nei boschi di Palmoli, al centro del caso che ha portato all’allontanamento dei tre figli da parte del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

I Trevallion vanno verso la scelta di un edificio offerto da un privato per superare criticità igienico-sanitarie e garantire sicurezza ai figli, i legali spiegano le ragioni della revoca dell’avvocato Angelucci

PALMOLI – La famiglia che viveva nel bosco ha accettato di trasferirsi in un casolare appena ristrutturato, offerto gratuitamente in comodato d’uso da Armando Carusi, ristoratore originario del luogo. La scelta di Nathan e Catherine Trevallion è stata dettata dalla necessità di ovviare alle criticità igienico-sanitarie che avevano portato all’allontanamento dei tre figli dal Tribunale per i Minorenni.


Il casolare, immerso nella natura e situato nella stessa area verde di Palmoli, dispone di due ampie stanze, cucina, pozzo per l’acqua, bagno a secco e locali per gli animali, rispecchiando uno stile di vita a stretto contatto con la natura.

La nuova abitazione, offerta da Armando Carusi, ristoratore di origine locale, è una residenza immersa nel verde, dotata di stanze spaziose, cucina, pozzo e bagno a secco, che permetterà alla famiglia di continuare il proprio stile di vita nel rispetto della natura. Il proprietario ha raccontato che la famiglia è rimasta entusiasta, soprattutto per gli elementi tradizionali come i camini e la possibilità di condurre una vita simile a quella che lui stesso ha vissuto da bambino.


I genitori, Nathan e Catherine, hanno definito il trasferimento come «un passo avanti che consente di tornare a vivere secondo il proprio credo e la propria voglia di libertà». Contestualmente, hanno depositato un reclamo contro l’ordinanza del tribunale che ha disposto l’allontanamento dei figli, sottolineando la necessità di tutelare il ricongiungimento familiare e la corretta interpretazione della vicenda.

Gli avvocati Femminella e Solinas hanno poi chiarito che, rispetto all’Avvocato Giovanni Angelucci che si era precedentemente occupato del caso, non si è trattato di una rinuncia, bensì di una revoca motivata dalla necessità di interpretare in modo diverso alcuni passaggi processuali chiave. I nuovi legali auspicano che, “chiuso il capitolo delle dichiarazioni illegittime, l’attenzione si focalizzi sul ricongiungimento familiare”.

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