È iniziato oggi il Festival Dannunziano, l’insieme di appuntamenti che per il settimo anno porta Pescara a celebrare il suo illustre concittadino. L’apertura della manifestazione è avvenuta al Museo Casa Natale di Gabriele d’Annunzio, ma sono molti i luoghi che verranno coinvolti nell’iniziativa
PESCARA – Il settimo Festival dannunziano è stato ufficialmente inaugurato questo pomeriggio, trasformando il Museo Casa Natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara in un crocevia di cultura, tecnologia e storia. L’evento ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, del sindaco di Pescara Carlo Masci e dello storico e presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, insieme ad altre personalità tra cui il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Pescara, Maria Rita Carota, il Questore di Pescara Carlo Solimene, il Magnifico Rettore dell’Università d’Annunzio, Liborio Stuppia.
Il festival, ormai un punto di riferimento culturale non solo per l’Abruzzo, ma per l’intera nazione, punta quest’anno a unire il passato e il futuro avvicinando il poeta a un pubblico più giovane, proiettando la sua figura verso il futuro.
Lorenzo Sospiri ha sottolineato come il festival abbia ormai non si svolga soltanto a Pescara, ma abbia una portata regionale «perché gli eventi sono già iniziati a Montesilvano e continueranno fino all’Aquila», passando per i luoghi cari al Vate in provincia di Chieti. Il fulcro di questa edizione, tuttavia, è l’uso delle nuove tecnologie per narrare l’eredità di D’Annunzio. «Oggi inauguriamo questa esperienza tattile, con i visori, e all’Aurum ci sarà l’ologramma di D’Annunzio che risponde», ha spiegato Sospiri, ricollegandosi alla possibilità di visitare il Vittoriale degli Italiani attraverso la realtà virtuale e quella di dialogare con ik poeta all’Aurum attraverso il suo ologramma.
«D’Annunzio è stato un grande innovatore, un grande influencer, e penso che gli farebbe piacere vedere che oggi utilizziamo le nuove tecnologie per riportarlo in maniera più reale qui con noi», ha detto ancora Sospiri. Una posizione condivisa anche da Giordano Bruno Guerri, che ha ricordato il carattere poliedrico del Vate, che cercava di rendere la propria esistenza stessa un’opera d’arte sull’onta del “vivere inimitabile”, che è anche il tema di questa edizione.
«D’Annunzio è dell’Abruzzo, non solo di Pescara», ha ribadito Guerri, avvalorando la necessità di coinvolgere tutte le province in questo evento a lui dedicato. Sottolineando il legame fortissimo del Vate con la sua terra, Guerri ha anche ricordato che il poeta usava esprimersi in dialetto nei momenti di rabbia, «cioè quando era vero».
Il sindaco Carlo Masci ha espresso grande emozione per questa settima edizione, ricordando il percorso iniziato nel 2019. «È diventato un punto di riferimento della cultura non soltanto abruzzese ma anche italiana», ha affermato Masci. Il sindaco ha dipinto d’Annunzio come un personaggio contemporaneo, un «genio irrequieto» che ha plasmato la lingua e l’identità italiana. «Non è stato soltanto un poeta, è stato un soldato, un esteta. Un personaggio che non ha tempo, è vissuto nel tempo e noi oggi lo proponiamo come persona viva, ancora attuale e presente», ha dichiarato, aggiungendo che l’omaggio a d’Annunzio non è solo «con una stele o con un monumento», ma anche con un festival che lo rende di nuovo vivo e vuole seguirne «il percorso di passione, sentimento e immaginazione».
L’inaugurazione ha lanciato ufficialmente una settimana di eventi che termineranno il 7 settembre e promettono di onorare la complessa e affascinante figura di Gabriele d’Annunzio, rendendolo accessibile a tutti, dal pubblico più tradizionale agli appassionati di tecnologia, in un mix di passato, presente e futuro.