Superata quota mille persone transitate nel porto dall’inizio delle operazioni umanitarie
ORTONA – Un pomeriggio di attesa e di emozione al porto di Ortona, dove oggi sono sbarcati 56 migranti tratti in salvo dall’Ong tedesca Sea Watch 5 che li aveva soccorsi nei giorni scorsi nel Mediterraneo. Tra loro 42 uomini e 14 donne, provenienti da Camerun, Costa d’Avorio, Etiopia, Ghana, Mali, Nigeria, Pakistan, Sudan e Sud Sudan.
Le storie personali si intrecciano a numeri che colpiscono: 19 minori, di cui 11 non accompagnati, hanno affrontato il viaggio verso l’Italia con il peso di una maturità forzata; insieme a loro anche una giovane donna in gravidanza, il cui volto provato è diventato simbolo della speranza che, nonostante tutto, resiste.
Non tutti hanno potuto concludere la traversata verso l’Abruzzo: durante la notte tra il 26 e il 27 agosto, sette minori e due donne erano stati evacuati per motivi sanitari.
Ad attenderli sulla banchina, come ormai accade a ogni approdo, la macchina organizzativa coordinata dalla prefettura di Chieti, con la collaborazione del sindaco Angelo Di Nardo, Asl, Croce Rossa, Protezione civile e Usmaf. Uomini e donne in divisa, volontari e operatori hanno accolto i migranti con coperte, viveri e le prime cure, in un clima che mescolava professionalità e umanità.
I minori non accompagnati verranno portati in provincia di Campobasso. Tutti gli altri resteranno in Abruzzo, 11 per Provincia e 12 in quella di Teramo.
Con questo nuovo sbarco, il numero complessivo di persone transitate nel porto ortonese ha superato quota mille. Una cifra che racconta la portata di un fenomeno epocale, ma anche la capacità di una comunità e delle istituzioni di farsi carico, di volta in volta, di un pezzo di umanità in cerca di salvezza.
Oggi pomeriggio, al molo, non c’erano solo numeri da registrare ma sguardi da incontrare: quelli dei bambini che, nonostante la stanchezza, hanno ritrovato la forza di sorridere a chi tendeva loro una mano.